| Dalla sinossi letta sul sito sembra veramente intrigante. |
Biagio Lucidi 18/11/2009
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| Molto coinvolgente ed affascinanti le figure dei protagonisti.
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Nadia Falcone 01/12/2009
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| Un volo immenso
Recensione di Marisa Camboni
La trama di questo romanzo è ambivalente e si sviluppa sin dalle prime pagine in un armonico dualismo tra l’analisi su un’indagine a sfondo giallo e l’autoanalisi del protagonista alla ricerca di sé.
Questa storia, che “viene da lontano”, inizia in un sabato di giugno, caldo e profumato, in cui “l’ombra velata sa di fresco, di intimità, di silenzio” .
Siamo a Positano, e si sente già forte il ruolo dei valori descrittivi e pittorici nello stile dell’autore: le pareti delle rocce a picco sul mare, il blu intenso dell’acqua, i riflessi della luce del sole, il volo dei gabbiani, l’onda delle barche a vela all’orizzonte e il “silenzio da lontano” vanno a creare nel protagonista e nel lettore uno stato di piacevole ipnosi, unito allo stordimento provocato da un momento unico: la prima fuga con la donna amata, con Paola, il primo amore.
Paola è una donna delicata e affascinante, “una sorridente bellezza di porcellana ambrata”, però è sposata con un altro uomo, ha una famiglia e ha la sua vita.
Paola è l’evasione, aiuta a non pensare alla malinconia, “è la sua presenza che fa quest’effetto”.
Paola è “il piu’ grande rimpianto” del passato.
Un passato che Filippo Santini rievoca e di cui ci rende partecipi grazie alla chiarezza espressiva favorita dalla scelta di narrare in prima persona le vicende del protagonista, in una scansione narrativa coinvolgente che allinea lo sguardo del lettore alla sua stessa traiettoria e lo rende insieme testimone e complice.
I ricordi di Filippo non sono memoria, ma nostalgia di un tempo perduto:
“si resta innamorati della circostanza…di quella prima volta di ansie, di tenerezze. E’ quell’emozione che non si scorda”
Nel presente in realtà Paola e Filippo ci appaiono sospesi in una fragile aspettativa di felicità che non si realizza, alla ricerca di un piacere che lascia poi il retrogusto amaro del senso di colpa, tra il rimpianto e il rimorso per parole non dette e parole che non si possono dire.
“Pochi attimi alla volta, che non si possono sprecare a lavare un’anima vecchia e ferita, ma che si impiegano a fare dolcezze, a volte ipocrite.”
Pochi attimi che invece talvolta finiscono inevitabilmente sprecati.
Una notizia ricevuta per telefono da Rossella, la praticante del suo studio legale, riporta Filippo alla sua professione di avvocato: assumerà la difesa di un imputato per un caso di omicidio.
L’autore introduce così l’elemento del mistero da svelare, che a ritmo crescente avvincerà il lettore per tutta la durata del romanzo, sullo sfondo di una realtà quotidiana carica di ingredienti esistenziali tra il silenzio della solitudine e il rumore immediato della vita in città.
Il romanzo è infatti un genere fondamentalmente urbano e Roma e i suoi dintorni sono lo scenario scelto dal narratore per condurci alla soluzione finale del duplice labirinto, con un desiderio rinnovato di ricerca di nessi tra cause e conseguenze, in un tentativo quasi estremo di ridare ordine al caos e ristabilire un inizio e una fine.
Il protagonista sente il dovere di scoprire la verità sull’omicidio della contessa Bonfanti (e qui si inserisce il tema attualissimo della giustizia al qual proposito il narratore ricorda che “ognuno in generale dovrebbe riflettere sulle conseguenze delle proprie azioni sugli altri, dei quali abbiamo in mano i destini”), ma soprattutto sente il bisogno di scoprire se stesso.
A tratti esaustivi, talvolta velati da un pizzico d’ironia e con qualche bizzarra pennellata di colore, il narratore introduce in questo scenario una vasta gamma di personaggi, anche marginali, dotandoli di una valenza plastica, realistica, che si imprime docilmente nell’immaginario di chi legge:
Il vecchio amico David della libreria, il giornalista invadente e inopportuno incontrato durante il viaggio in treno, la segretaria Caterina, con la sua “danza frenetica sui tasti”, che governa lo studio “come un marinaio su una barca” , l’imputato e i suoi genitori,
L’ investigatore Armando Belli, il giudice Senigallia e il capitano Giallombardo, la “guardona” e i coloriti portieri del residence, squillo di lusso, usurai, falsi mercanti d’arte e assassini senza scrupoli, con un riguardo particolare alla presenza discreta e silenziosa del ricordo della madre (“La fotografia di mia madre sorridente, mi saluta tutti i giorni e mi assiste”) e all’incontro con Rossella.
Infatti nonostante siano diversi anni che Rossella Fiore, una trentenne di origine siciliana educata nel rispetto delle tradizioni, presta la sua collaborazione nello studio in qualità di praticante, è la prima volta che il protagonista la guarda con occhi diversi e ne rimane egli stesso turbato. La presenza intrigante di questa giovane donna lo affascina, ma lo imbarazza, forse addirittura lo spaventa.
Rossella è l’onda che va a smuovere il “mare troppo calmo della solitudine”, crea confusione e travaglio tra il cuore e la ragione, tra l’indomabilità della passione e le frontiere delle convenzioni sociali, impone l’urgenza di una frattura, forse un salto nel buio: il passaggio da un passato ad un presente che chiama ad una scelta (“tu hai provocato in me una profonda riflessione. Per te…ho cominciato a pensare di cambiare questa mia vita”)
Perché come dice Eugenio Montale nella sua bellissima poesia che si intitola “Prima del viaggio”: “Un imprevisto è la sola speranza”.
E Rossella è l’imprevisto che pone quest’uomo di fronte al suo destino.
Il protagonista accoglie fino in fondo questa duplice sfida privata e professionale.
Accetta di guardarsi dentro con coraggio fino a mettere a nudo il lato meschino che è in ognuno di noi (“quest’anima è un pozzo. Nessuno ci può guardare…Mi spaventano le mie vergogne”) e ci conduce per mano in un vortice di intuizioni e riflessioni, dubbi e incertezze, nell’aperta contraddizione tra l’apparente sicurezza del professionista affermato, capace di autocontrollo, caparbio nella ricerca della verità anche a costo della vita e la fragilità sostanziale di uomo solo con il silenzio “accovacciato in un angolo” , di padre ferito con le sue domande senza risposta, perché “la solitudine è surgelazione. Di tutto.” E infatti di questa solitudine ce ne fa sentire persino il freddo.
Tra i rimpianti del passato e “l’impietosa constatazione del futuro” si colloca il sogno premonitore di un volo immenso.
“Questa storia mi appartiene. Viene da lontano”.
Forse appartiene un po’ ad ognuno di noi nella misura in cui il destino ci chiama tutti a scegliere, … e questo è soltanto l’inizio.
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Marisa Camboni 02/12/2009
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| Marisa è molto incisiva. Ha esposto le emozioni dei protagonisti in modo esaltante. |
romeo romei 04/12/2009
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| Strepitoso. Coinvolgente. |
Chiara Balzetti 08/12/2009
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| Definire questo romanzo solo un thriller è riduttivo. E' un vero romanzo della migliore tradizione italiana. Personaggi di spessore, circostanze molto ben fotografate in movimento dinamico, situazioni avventurose con grande effetto pathos !
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Ricky Fazzuoli 10/12/2009
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| Molto, molto, molto avvincente. Mi ha rapito per tre giorni ! |
Claudia Perisin 11/12/2009
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| E' talmente diverso da quella confusione che c'è in giro ....temi importanti, figure ben delineate, scene di esterni che sembra di stare al cinema. Bello, bellissimo ! |
Lucia Banti 12/12/2009
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| un libro avvincente ed originale, si legge senza mai annoiare, ti tiene incollato alle pagine e ti trascina in questa bella esperienza fino all'ultimo rigo.......
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manola iacobucci 14/12/2009
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| Meravigliosi personaggi in una storia di sofferenti passioni. |
Clara Tirri 16/12/2009
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| Dove sei stato nascosto fino ad ora, che ci hai costretti a leggere Faletti e le pistolettate in mezzo alle strade americane, lontane dalla realtà e dalla credibilità ... |
Augusto De Longis 18/12/2009
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| Lo sto rileggendo per la seconda volta. Mi pare ancora piu affascinante della prima. Quante emozioni. Mai banale, mai scontato o inutile, veramente affascinante. Specialmente il protagonista ! |
Daniela paggiolini 19/12/2009
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| Bellissimo romanzo. Niente a che vedere con le storie surreali da 600 pagine. Bellissimi i personaggi, ed avvincente la trama.
Giancarlo |
Giancarlo Patuini 26/12/2009
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| Meraviglioso romanzo. Si legge vivendo a fianco dei protagonisti.
Luigi
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Luigi Banti 16/01/2010
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| Non serve lasciare una opinione. Lo dovete leggere per capire quanto sia notevole. |
Amos Carridnale 16/01/2010
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| Sono stata rapìta dalle spire di queste pagine. Un'esperienza che non dimenticherò.
Kate |
Katiusha Verdinelli 16/01/2010
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| Bello ,coinvolgente ,letto in pochissimo tempo perche ti prende pagina per pagina ,lo consiglio a tanti |
Maura Augusta Malavasi 29/01/2010
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| Trasgressione. Un delitto misterioso, un avvocato brillante. L'amore. Una storia neorealista, un poliziesco senza un poliziotto, un po' giallo un po' noir, forse un nuovo tassello che contribuisce alla comprensione del tanto discusso New Italian Epic. E perché no, anche con un pizzico di spy story. Questa è la ricetta perfetta che rende il libro di Romeo Romei, Un volo immenso, un piatto prelibato, da gustare lentamente parola per parola, ma anche tutto d'un fiato.
L'avvocato penalista Filippo Santini si trova a Positano per un weekend passionale con il suo primo amore di gioventù, Paola, sposata, con cui da due anni ha una relazione extra-coniugale. Lontano dalle pressioni e dalle responsabilità giornaliere un sabato di giugno Filippo riceve la telefonata di Rossella, la sua assistente, che lo riporta in un istante alla realtà: a Roma un ragazzo è stato accusato dell'omicidio della Bonfanti, altolocata donna della capitale in età avanzata con cui il ventenne sembra condividesse una relazione. La sua famiglia lo vuole come difensore di fiducia. Da un omicidio che in principio sembra essere dovuto a cause passionali, l'avvocato Santini si dimena in un groviglio di sospetti, di cose non dette, di meschinità umane, in una matassa di cui solo lui sarà in grado di portare alla luce i capi nascosti.
Un thriller avvincente in cui si avvicendano personaggi che per il loro spessore realistico e al tempo stesso carismatico, riescono ad uscire dalle pagine del libro, come Filippo e Rossella, primi fra tutti, l'investigatore Belli, i testimoni e, ovviamente, l'assassino.
Ma sarebbe riduttivo considerare Un volo immenso soltanto un giallo. In ogni capitolo del libro entra trasversalmente un'introspezione pressante che non abbandona mai il protagonista, un'assidua ricerca di un sé non soddisfatto e fondamentalmente infelice. Accanto alla forza di quest'avvocato tenace e intelligente, sempre sicuro nel suo lavoro, si scaglia la figura di un uomo che ammette la sua stanchezza, la fragilità e l'insicurezza, un uomo piegato dalle delusioni di un divorzio alle spalle e dalle amarezze della vita, stanco di una relazione a metà, frustrato dalla solitudine buia di una casa vuota. Ed ecco allora Rossella, siciliana volitiva, determinata tanto quanto il suo carismatico linguaggio regionale, che scaccerà via tutte le sue paure e lo condurrà per mano verso il più importante, personale “volo immenso”. Che vinca la ragione o il sentimento non importa: la ragione risulta tanto più convincente quanto più viene colta dalla passione, dalla speranza, dall'amore, dalla ricerca irriducibile, chiara e tumultuosa della serenità.
A un tempo incalzante, grazie anche alla divisione dei capitoli in giorni ed ore, misto a flashback nella prima parte, fanno seguito azioni dinamiche e veloci che consentono all'autore di toccare trasversalmente più temi, non perdendo mai l'attenzione vigile del lettore. Una scrittura fluida, che tiene incollati alla pagina anche durante le descrizioni e le introspezioni più profonde, e una trama avvincente fanno di questo libro un volume immancabile nella libreria di ognuno di noi.
Francesca Magnanti
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FRANCESCA MAGNANTI 07/03/2010
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| Molto avvincente, dalla prima all'ultima pagine. Il ritmo emotivo è alternato, ed armonico con le vicende dei protagonisti. Sopratutto tratta argomenti erotico sentimentali con la pulizia di linguaggio di alto livello letterario, senza mai scendere in volgarità, fa sentire il calore della passione.
Veramente bello ! |
Laura Borlenda 17/07/2010
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| Il romanzo è molto attraente, forti le emozioni, e carismatici i protagonisti.
Tuttavia, ho notato molti refusi nel testo, segno che l'editore non ha fatto il suo lavoro. Un vero peccato. |
walter Canietto 18/07/2010
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| Non mi aspettavo questo bellissimo romanzo. E' stata una piacevole sorpresa, pagina dopo pagina. |
Carlotta Benigno 18/07/2010
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| Perchè questo autore è sconosciuto ? A me è sembrato un veterano esperto e consumato a leggere le emozioni degli altri, uomini e donne, ed a scriverle. Siete sicuri che non sia uno che abbia usato uno pseudonimo ? |
Loretta verlezza 18/07/2010
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| Una storia verosimile e realistica, narrata con la sapienza di uno scrittore vecchio e lucido. Un ritmo accompagnatorio delle vicende sempre sincronizzato. Due grandi protagonisti.
Ci aspettiamo la seconda opera ! |
Renèe Santaguida 19/08/2010
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